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La Bora è un vento catabatico, cioè di caduta e compressione adiabatica (dall’alto verso il basso), di provenienza nord/nord-orientale (ENE), che soffia con particolare intensità specialmente verso l’Alto e Medio Adriatico e verso alcuni settori dell’Egeo e del Mar Nero in presenza di forti gradienti barici tra continente e mare. La Bora di Trieste è la più nota.

La direzione della bora sul Carso di Trieste, sulla città e sul suo golfo, è determinata dalla direzione del solco vallivo lungo il quale essa scende al mare. Essa mantiene perciò sempre la stessa direzione che è quella da ENE.  La bora di Trieste è un vento continentale secco e freddo che scende, con violenza, dall’Altopiano carsico al mare soprattutto nella stagione invernale.
Essa è dovuta essenzialmente alla configurazione geografica molto particolare della città. Trieste è infatti situata fra l’estremità di un mare relativamente caldo, che si inoltra nel continente, ed un elevato e freddo retroterra con un valico aperto sul golfo della città. Questa situazione produce fra le due zone, mare e retroterra, la possibilità di formazione di forti differenze di temperatura e di pressione atmosferica, per cui ne possono conseguire frequenti e intensi deflussi di masse d’aria dal retroterra al mare.
Il deflusso è determinato e facilitato dal suo incanalarsi nei valichi e nelle depressioni che trova lungo il suo percorso.

L’aria artica continentale, relativamente densa e secca, scende da più varchi (“porte”) sull’Adriatico: in particolare, fluendo attraverso la “porta di Postumia” o “porta della Bora” per antonomasia – una depressione della catena alpina nelle Alpi Giulie, tra l’altopiano carsico del Monte Re (Nanos-Hrusica) e il gruppo del Monte Nevoso (Snežnik-Javornik) – investe il settore triestino, attenuandosi al di fuori di una ristretta fascia di scorrimento limitata a nord ovest dal Monfalconese e a sud est dalla parte settentrionale dell’Istria bianca.

Le 7 "porte" della Bora: Trieste si trova sulla prima porta o "corridoio" della Bora.

La sua caratteristica è di essere un vento “discontinuo” ovvero di manifestarsi con forti raffiche, intervallate da un’ apparente calma di vento. A Trieste soffia con raffiche, dette “refoli” ed è denominata “bora chiara” in presenza di cielo prevalentemente sereno e “bora scura” con cielo coperto o molto nuvoloso. Sia pure notevolmente indebolita, si fa sentire sino a Venezia, a Chioggia, ed oltre. Nel semestre invernale questo tipo di vento può raggiungere e superare velocità di 175 Km/h (raffiche fino a 220 Km/h) e può durare per diversi giorni. Sempre a Trieste, a causa delle frequenti giornate di bora (circa 1 giornata su 4 all’anno nei mesi invernali, in media), il tempo locale varia in modo repentino e caratteristico.

Bora nel golfo di Trieste

La sella della bora
In val Rosandra, sotto il monte Carso,  si trova il punto della provincia di Trieste in cui la bora raggiunge le massime velocità e dove anche le brezze si fanno più sensibili.

 

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