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DONA PER LA NATURA

4 pecore ed una capra sbranate nei dintorni di Basovizza… e svariati indizi sembrerebbero provare che si sia trattato di un branco di lupi.
Indubbiamente una cattiva notizia per i poveri ovini, ma un’ottima notizia invece per la biodiversità del Carso. Il lupo (Canis lupus), una volta molto diffuso, è scomparso dal Carso triestino da oltre un secolo, mentre è presente in Slovenia e sporadicamente “si fa notare”.
Che si faccia finalmente rivedere anche dalle nostre parti è positivo; il lupo, ad esempio, è un antagonista del cinghiale; e potrebbe quindi essere parte della soluzione del controllo della popolazione di questi suidi definiti “troppo prolifici” (avete presente gli articoli che affollavano la stampa pochi mesi fa?)
Ed anche se miti e leggende ci ritraggono il lupo come un essere malvagio e pericolosissimo per l’uomo… non credeteci. Il lupo per l’uomo è praticamente innocuo, e non si hanno notizie di aggressioni ad esseri umani da decenni. Se non credete più a Babbo Natale, potete anche fare a meno di credere al Lupo Cattivo…
Né bisogna credere che i lupi siano un flagello per la pastorizia: per la quasi totalità, il lupo preda ungulati selvatici, e solo sporadicamente si rivolge contro gli ungulati domestici (un ottimo studio a questo proposito è disponibile sul sito della Regione Piemonte)
E gli allevatori del Carso, se vorranno proteggere le loro greggi, faranno meglio a non affidarsi ai recinti elettrici (che sembrano non essere efficaci per il lupo), e riscoprire quella che è la soluzione da millenni: un buon cane da pastore.

Da: Carso Segreto

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