ProgEco Natura
ProgEco Natura
DONA PER LA NATURA

Il Colombo di città non è pericoloso per la salute umana. Ad affermarlo sono due ricercatori dell’Università di Basilea, Daniel Haag-Wackernagel e H.Moch, in un articolo pubblicato sulla rivista medica Journal of Infection (editore Elsevier). I ricercatori hanno passato in rassegna la letteratura italiana, francese, tedesca e inglese sulla trasmissione di malattie dal Colombo di città agli esseri umani, mentre i dati più recenti sono stati ottenuti grazie al database sanitario “PubMed”.

Dall’analisi di 77 studi epidemiologici effettuati su popolazioni di Colombo di città presenti in 60 aree urbane e regioni, è emerso che su un totale di 60 organismi patogeni (di cui 5 virus, 9 batteri, 45 funghi e 1 protozoo) trasmissibili dal Colombo di città all’uomo, soltanto 7 di essi hanno trasmesso malattie all’uomo. In un periodo di tempo pari a 60 anni e compreso tra il 1941 e il 2003, si sono verificati in totale solo 176 casi documentati di trasmissione di patologie dai Colombi di città agli esseri umani. Tra di essi, solo un caso di Salmonellosi e un caso di Toxoplasmosi, malattie che spesso vengono enfatizzate da amministratori locali per giustificare uccisioni indiscriminate, ma che in pochissimi casi, come documentato dalla ricerca svizzera, si trasmettono dai Colombi all’uomo, nonostante questi uccelli ne siano portatori. Per l’Ornitosi si sono registrate poche decine di casi. Anche per l’influenza aviaria, infine, non vi sarebbe alcuna evidenza sperimentale che i Colombi siano un importante vettore per la malattia virale.

Per quanto riguarda la potenziale trasmissione di patologie connesse ad ectoparassiti del colombo: le pulci sono parassiti  tendenzialmente specie-specifici; quelle dei colombi attaccano l’uomo molto raramente e solo se in assenza del loro ospite abituale. La cimice del piccione (Cimex columbianus) si può trovare unicamente nei nidi, può pungere occasionalmente l’uomo ma non trasmette alcuna malattia.  La zecca che parassita il colombo (Argas reflexus, una zecca molle) non può vivere in ambienti aperti, dove la temperatura e la bassa umidità ne provocherebbero la disidratazione. Inoltre rifugge la luce. Perciò si trova a stretto contatto con il corpo dei colombi, sotto il piumaggio, e tende a rimanervi. Occasionalmente può pungere l’uomo ma al contrario delle zecche boschive (Ixodes sp.) che rimangono attaccate alla cute per diversi giorni, le zecche dei colombi si staccano subito dopo il pasto, che dura mediamente 5 minuti, fatto che rende molto remota la possibilità di trasmettere infezioni. Sono state riscontrate delle reazioni anafilattoidi al morso di tali zecche perlopiù in persone allergiche (ipersensibilità individuale).

Questi dati, danno forza alla tesi che sosteniamo da tempo: i rischi di trasmissione di malattie dal Colombo all’uomo sono molto bassi. Il mero isolamento di un agente patogeno nel Colombo non dice nulla quindi, sul rischio di trasmettere agenti patogeni all’uomo.  Secondo i ricercatori, i risultati delle molte indagini effettuate sono quindi più consone a indicare lo stato di salute degli stessi Colombi di città, piuttosto che a valutare il rischio per la salute dei cittadini. In questo contesto risulta importante una corretta educazione/informazione della popolazione.

Riferimenti bibliografici

Haag-Wackernagel D, Moch H.  2004, Health hazards posed by feral pigeons.  1: J Infect. 2004 May;48(4):307-13.

Esperienza personale presso centri di recupero fauna selavtica

I Commenti sono chiusi