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Scrivo perché sono rimasta esterrefatta dalla crudeltà e dall’ ignoranza che si evince dal contenuto di un articolo intitolato “I cinghiali arrivano dal Prefetto” apparso su il Piccolo di Trieste in data 2 settembre 2010. In particolare riporto una frase: “bisognava uccidere le femmine gravide”. Risparmio i commenti morali ed etici perché credo che la cosa si commenti da sé, mi concentro invece sugli aspetti scientifici, evidentemente non chiari per molti, precisando alcune cose. Sabato 5 settembre 2009 all’alba, in via Commerciale, tra le case, si sparava ai cinghiali. Gli abbattimenti in deroga,  prevedevano di eliminare 100 esemplari, senza distinzione di sesso, età e condizioni. Così è stato. Come diversi esperti avevano già previsto, uno sterminio di massa poteva soltanto aggravare la situazione: è risaputo infatti che abbattimenti di questo tipo, dopo un’ iniziale riduzione del numero di esemplari, causano un aumento esponenziale delle nascite per un fenomeno compensatorio. Abbattere le femmine conduttrici del branco, quelle riproduttive (e quindi eventualmente le gravide), che controllano l’estro delle più giovani, reca conseguenze disastrose in quanto senza il controllo delle anziane il branco sbanda e tutte le femmine normalmente inattive entrano in estro ed aumentano di fatto le nascite. Perché si spreca denaro pubblico per risarcire i danni e per abbattere gli animali senza prendere minimamente in considerazione tutti quegli accorgimenti preventivi che per legge andrebbero presi prima di intervenire con le doppiette (foraggiamento dissuasivo, recinzioni, repellenti, educazione dei cittadini, ecc.)? Vietare di dar da mangiare agli animali non serve a nulla, semmai peggiora la situazione perché gli animali, affamati, si spingono sempre più verso i centri abitati dove sperano di trovare del cibo.
Manuela Cassotta biologa MI.F.A. Missione Fauna & Ambiente ONLUS

Ultimamente si sente molto parlare di gabbiani aggressivi, che attaccano le persone e gli animali domestici. I giornali parlano di gabbiani che rubano le merende ai bambini e che assaltano la gente. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? Cosa dice l’etologia (la scienza che studia il comportamento animale) a proposito? Scopriamolo attraverso semplici domande e risposte.

Perchè una volta nelle città i gabbiani non c’erano mentre adesso ce ne sono così tanti?

Il gabbiano reale (Larus cachinnans), abitante delle coste, ha iniziato a colonizzare le città costiere italiane all’inizio degli anni 70 dando il via ad un crescente fenomeno di urbanizzazione. Il motivo principale di questo spostamento è la presenza massiccia di rifiuti alimentari e soprattutto discariche, dove gli animali, particolarmente adattabili, trovano cibo in abbondanza. I tranquilli tetti ed i terrazzi inoltre, rappresentano un luogo ideale per costruire i nidi, lontano dai predatori e soprattutto dalle folle di bagnanti (sono ormai pochi i tratti di costa liberi da attività umane).

I gabbiani possono attaccare l’uomo?

I gabbiani reali, come tutti gli animali selvatici, non hanno alcun interesse nell’attaccare l’essere umano. Se lo fanno, non è mai per nuocere ma sempre per difendersi o difendere il nido o i loro pulli da minacce esterne. In particolare i gabbiani diventano aggressivi se ci si avvicina impunemente ai nidi; in questo caso adottano un comportamento tipico che prende il nome di “mobbing” e consiste nel planare minacciosamente mirando la testa e vocalizzando rumorosamente, senza però colpire.  Questo fenomeno può spaventare molto una persona che non conosce i gabbiani, soprattutto se gli uccelli sono in gruppo, risvegliando ricordi di scene degne di film horror… in realtà non c’è nulla da temere, il “mobbing” infatti cessa non appena ci si allontana dal nido e comunque nessuno ha mai riportato ferite  “da gabbiano” per essere passato vicino ad un nido. I gabbiani, che allevano i loro piccoli in coppia, cercano soltanto di difenderli, non si divertono ad aggredire la gente e non hanno nulla a che vedere con il film di Hitchcock, anche se purtroppo sui giornali se ne leggono di tutti i colori.

Ma allora perchè si sente parlare tanto di gabbiani “aggressivi” nei confronti degli esseri umani?

Si legge spesso di gabbiani che aggrediscono passanti e persino che assaltano bambini rubando loro la merenda. Tra un po’ leggeremo anche di gabbiani che divorano i vecchietti. In realtà si tratta, come spesso accade, di distorsioni della realtà ad opera di giornalisti o di persone superficiali. Accade per esempio che un bambino nel suo carrozzino sbandieri il panino (invece di mangiarlo) e che un gabbiano particolarmente intraprendente ed affamato, approfittando della distrazione dei genitori si precipiti a portare via il facile e succulento panino, stessa cosa che farebbe un cane o la cocorita di casa, solo che quelli non fanno notizia. Da qui è facile intuire cosa potrebbe succedere se il malaugurato bambino avesse dei genitori iper-apprensivi, che lo portrebbero subito al pronto-soccorso anche in assenza di qualunque lesione. Se poi avesse un graffio, forse interpellerebbero la NASA. I giornali riporterebbero subito la notizia allarmistica: “gabbiano assassino aggredisce un bimbo”. Ironia a parte, con questo esempio è facile capire come un fatto di per sé insignificante può essere trasformato in una notizia drammatica. Non si può credere ciecamente a tutto ciò che si sente dire o si legge senza preoccuparsi se esistono  fonti attendibili o dati validi che dimostrino la veridicità e la sensatezza di certe affermazioni.

Ci sono stati casi di ferimenti di persone da parte dei gabbiani?

Ci sono stati casi di ferimenti (comunque di lieve entità) di persone, che incuranti delle minacce degli uccelli, si sono impunemente avvicinati ai loro nidi manomettendoli, toccando o asportando le uova.  Altri casi di aggressività dei gabbiani nei confronti dell’uomo si verificano quando l’animale è messo in condizione di impossibilità di fuga e si sente direttamente minacciato, se non può fuggire, cerca di difendersi sferrando potenti beccate. Al di fuori di tali situazioni, non esiste alcun caso documentato di aggressività nei confronti di persone ed animali domestici. Considerato anche che tutte le specie e sottospecie di gabbiano reale, nonché uova, nidiacei e nidi, in Italia sono protetti ai sensi della Legge Nazionale 157/92 e non cacciabili,  (per il FVG vige anche la L.R. 14/07), non si toccano i nidi e non si corre alcun rischio. In caso di gravi e giustificati motivi e con il consenso della forestale, gli animali possono essere spostati da personale competente.

Bibliografia

Benussi E., Flapp F., Mangani U., (1994). La popolazione di Larus
cachinnans michahellis nificante nella città di Trieste. Avocetta, 18: 21-27.
Dilena L., (1989). Primo caso di nidificazione su edifici per il Friuli Venezia Giulia, 06.05.87
di Gabbiano reale, Trieste. Fauna (1): 125.
Zucca P. (2005) Il gabbiano reale mediterraneo (Larus cachinnans) nidificante nella città di
Trieste: aspetti comportamentali e sterilizzazione chirurgica. Atti Convegno su aspetti di
igiene urbana e vivibilità; colombi ed altri uccelli in città, Genova, pp19-116.
Osservazioni e studi sul campo – Comitato Scientifico MI.F.A. Missione Fauna e Ambiente
ONLUS

1 – CHI

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1 – CHI

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